REQUISITI
Gli utenti destinatari dell’intervento sono:
| - |
Le
persone disabili in carico al Polo Handicap
adulto ai sensi dei vigenti regolamenti dei
Poli Handicap Adulto. |
| - |
Le
persone in situazione di handicap grave in
seguito a patologie progressive o di età
superiore a 55 anni non già in carico
al Polo Handicap Adulto in carico ai Servizi
Sociali comunali |
L’ Assegno di Cura e di Sostegno viene erogato
in favore dei sottoindicati soggetti
che s’impegnano a svolgere tutte le attività
contenute nel programma assistenziale personalizzato:
| A) |
Il
cittadino in situazione di grave disabilità
ma autonomo che, pur non essendo capace di
svolgere da solo le normali attività
quotidiane , è in grado di autodeterminare
la propria esistenza e di costruire un proprio
progetto di vita |
| B) |
la
famiglia del disabile in situazione di gravità
che, qualora il proprio congiunto non sia
in grado di compiere scelte autonome o di
esprimere il proprio volere in tal senso,
si rende disponibile a mantenere/accogliere
il proprio congiunto nell’ambito del
proprio contesto |
| C) |
una
famiglia diversa da quella d’origine
che, qualora il disabile in situazione di
gravità e per il quale ricorrano le
condizioni di cui al punto B) sia rimasto
solo, è disponibile ad accoglierlo
nel proprio contesto
|
| D) |
altri
soggetti che, pur non appartenenti al nucleo
famigliare d’origine del disabile per
il quale ricorrano le condizioni di cui al
precedente punto B) che avendo consolidati
e verificabili rapporti di assistenza con
la persona disabile si rendono disponibili
alla convivenza presso il domicilio del disabile,
ovvero ad ospitarlo presso il proprio domicilio,
ovvero a garantirgli una presenza in relazione
alle sue necessità come definite nel
programma assistenziale personalizzato |
Per il periodo della
sperimentazione (dicembre 2002/dicembre 2003) vengono
definite, per l’attivazione di progetti personalizzati
che prevedano l’erogazione di assegno di cura
e di sostegno, le seguenti priorità di intervento:
| 1) |
Disabili
adulti che vivono soli per i quali si voglia
agevolare la permanenza nel proprio domicilio |
| 2) |
Disabili
adulti (18/64 anni) per i quali i Servizi
non abbiano predisposto alcun progetto di
assistenza individualizzato |
| 3) |
Situazioni
nelle quali siano presenti, nello stesso nucleo
famigliare più componenti in condizione
di non autosufficienza |
MODALITA’ DI ACCESSO AL SERVIZIO
I nuclei ed i soggetti
indicati al precedente punto, beneficiari del contributo
economico dovranno garantire:
| - |
In
riferimento al disabile non autonomo l’effettiva
convivenza o limitatamente ai soggetti di
cui all’Art. 2 punto D secondo allinea
una presenza presso l’abitazione del
disabile congrua in riferimento alle prestazioni
assistenziali da assicurare |
| - |
Lo
svolgimento di tutte le prestazioni assistenziali
indicate nel contratto di cui all’ art.
5 del Regolamento |
| - |
La
partecipazione a tutti gli incontri di verifica
che saranno calendarizzati con il Responsabile
del caso
|
| - |
La
collaborazione alla realizzazione del complessivo
programma assistenziale |
I beneficiari dell’Assegno
di Cura e di Sostegno dovranno inoltre essere in
possesso di un reddito annuo inferiore ai limiti
indicati all’art. 13 determinato secondo le
modalità indicate nell’articolo medesimo.
ACCESSO ALLA PRESTAZIONE, PRESA IN CARICO E DEFINIZIONE
DEL PROGETTO PERSONALIZZATO.
L’Azienda USL
Bologna, fino a concorrenza degli specifici stanziamenti
definiti a livello distrettuale, in riferimento
alla sperimentazione in atto attivata con la deliberazione
della Giunta Regionale 1122/2002, eroga in favore
degli aventi diritto l’Assegno di Cura e di
Sostegno.
Il cittadino presenta
la propria segnalazione di bisogno alla Assistente
Sociale Area Handicap Adulto o al Servizio Sociale
Comunale competente in base alle caratteristiche
dell’utente.
Il Responsabile del Caso gestisce la fase di presa
in carico della situazione e di informazione sulle
possibilità assistenziali, sui servizi attivi
a livello territoriale, sulla disponibilità
di Ausili ed adattamento del domicilio alle esigenze
funzionali del disabile.
Sulla base delle notizie e delle informazioni acquisite
dal Responsabile del Caso la situazione viene proposta,
in accordo con il richiedente, per la predisposizione
di un progetto personalizzato che, eventualmente,
preveda l’erogazione di un Assegno di Cura
e di Sostegno.
In questa fase sarà acquisita la seguente
documentazione:
| a) |
La certificazione
prevista dalla L. 104/92 attestante la situazione
di gravità (tipo B) dell’handicap
|
| b) |
La certificazione IRPEF
attestante i redditi posseduti dal nucleo convivente
|
Il Responsabile
del Caso, referente della situazione, coordina tutta
la fase di approfondimento tecnico ed istruttorio
sul caso.
In via preventiva:
| - |
Valuta l’eventuale
possibilità di assicurare la realizzazione
di prestazioni socio/assistenziali nel contesto
abitativo del disabile
|
| - |
Elabora una proposta
di progetto personalizzato da sottoporre alla
U.V.M. valutando l’eventuale disponibilità
dei soggetti indicati all’art. 2 ad assicurare
le attività assistenziale previste nella
proposta di progetto assistenziale personalizzato
|
La U.V.M., utilizzando
gli strumenti tecnici all’uopo individuati
e validati a livello aziendale valuta la situazione
del disabile e definisce il Progetto Assistenziale
Individualizzato (P.A.I.).
Qualora si preveda l’erogazione di un Assegno
di cura e di sostegno il Progetto Personalizzato
sarà trasmesso al Direttore di Distretto
dal Coordinatore della U.V.M. di concerto con il
Responsabile del Servizio Sociale Distrettuale.
Tenendo conto delle scelte effettuate in sede di
programmazione economica e nel rispetto delle disponibilità
del Budget Distrettuale, il Direttore di Distretto
adotta gli atti necessari per l’autorizzazione
amministrativa all’attivazione dell’intervento.
SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO ED EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO
Dopo l’adozione del relativo provvedimento
amministrativo da parte del Direttore di Distretto,
il Responsabile del Caso propone al beneficiario
del contributo la sottoscrizione del contratto,
consegnando all’utente il P.A.I. sottoscritto
dall’Equipe.
Il contratto, che sarà sottoscritto dal Responsabile
del Caso e dal Destinatario in triplice copia ,
è conservato in copia originale presso il
Polo Handicap Adulto; copia verrà conservata
dal Destinatario e dal Responsabile del Caso.
Il contratto dovrà indicare
:
| - |
Il
progetto assistenziale individualizzato e
gli obiettivi da perseguire; |
| - |
Le
attività assistenziali che la famiglia
o i soggetti indicati al precedente art. 2
si impegnano ad assicurare |
| - |
Le
modalità, gli strumenti ed i tempi
di verifica , da parte dei Servizi Sociali
e da parte della Famiglia |
| - |
La
durata del progetto che , di norma non dovrà
essere inferiore ai sei mesi |
| - |
L’
entità del contributo giornaliero erogato,
i tempi e le modalità di erogazione
dello stesso |
| - |
L’
eventuale possibilità di utilizzo di
altri servizi (ad esclusione di quelli residenziali)
e l’eventuale conseguente previsione
di corresponsione del contributo giornaliero
ridotto, in relazione al ridotto carico assistenziale
|
L’effettiva
erogazione del contributo economico, avverrà
a cadenza mensile, a decorrere dalla data di sottoscrizione
del contratto.
MODIFICA
DEL CONTRATTO
Qualora , con riferimento alle condizioni del cittadino
disabile, avvenga un mutamento significativo tale
da giustificare una modifica del progetto assistenziale
personalizzato, il Responsabile del Caso può
proporre alla U.V.M., per il tramite del Polo Handicap
Adulto, la rivalutazione per una revisione complessiva
della situazione e del Programma assistenziale personalizzato.
Nel rispetto di quanto indicato al precedente art.
4 sarà predisposto un nuovo contratto, i
cui contenuti s’intendono vincolanti dal momento
della sottoscrizione.
RINNOVO DEL
CONTRATTO
Alla scadenza del contratto il Responsabile del
Caso, di concerto con la U.V.M., può proporne
il rinnovo. La richiesta trasmessa al Servizio Sociale
dovrà contenere le motivazioni che inducono
al rinnovo ed una prima valutazione dei risultati
raggiunti.
Secondo le procedure indicate negli art. precedenti
il Distretto autorizzerà in via amministrativa
il rinnovo dell’intervento e dell’erogazione
economica.
Limitatamente al periodo della sperimentazione il
contratto non potrà avere una durata superiore
al 31/12/2003.
SOSPENSIONE E REVOCA DEL CONTRIBUTO
La liquidazione del contributo è temporaneamente
sospesa dal Servizio Sociale Distrettuale a seguito
di segnalazione scritta del Responsabile del Caso:
· qualora sussistano documentati dubbi sull’effettivo
rispetto dei contenuti contrattuali da parte del
beneficiario del contributo (in questo caso la sospensione
è accompagnata da contestazione formale degli
addebiti riscontrati, ha durata di 30gg. e ha formale
valore di diffida alla revoca del contributo di
cui al comma successivo) ;
· in caso di inserimento temporaneo in struttura
residenziale, per tutto il periodo di effettiva
permanenza in struttura, superiore a n ° 15
gg;
· in caso di ricovero ospedaliero per tutto
il periodo di effettivo ricovero, superiore a n°.
30 giorni salvo diversa valutazione formalmente
motivata del Responsabile del Caso.
L’erogazione del contributo
economico è revocata con provvedimento formale
da parte del Direttore del Distretto qualora:
1. |
Sia
accertato il non rispetto, da parte del beneficiario,
degli impegni contrattuali allo scadere della
sospensione di cui al comma precedente
|
2. |
Il
disabile sia inserito in struttura residenziale
|
3. |
Il
disabile acquisisca la residenza in ambito
extra aziendale. Nel caso in cui la residenza
sia trasferita nell’ ambito della regione
sarà inoltrata opportuna segnalazione
al servizio territorialmente competente per
l’ eventuale presa in carico della situazione
|
4. |
Si
siano modificate le condizioni economiche
risultando al di fuori dei criteri di accesso. |
DEFINIZIONE E COMPITI DELLA U.V.M.
La Commissione di Valutazione Multidimensionale
si configura quale équipe multidisciplinare
distrettuale cui sono demandati i compiti definiti
dalla Delibera Giunta Regionale n. 1122/2002.
Le U.V.M. Distrettuali sono nominate dal Direttore
Generale.
In particolare la U.V.M. predispone, tenendo conto
della istruttoria e delle verifiche tecnico/assistenziali
effettuate dal Responsabile del Caso, il progetto
assistenziale personalizzato. Alla U.V.M. competono
anche le funzioni, su proposta del Responsabile
del Caso, di verifica e modifica del programma assistenziale
personalizzato qualora siano riscontrate consistenti
variazioni nella situazione complessiva del disabile.
La U.V.M. è composta da :
- |
Il
Coordinatore del Polo Handicap Adulto |
- |
Il Responsabile del
Caso |
- |
Il
M.M.G. referente o un Medico Specialista Distrettuale
individuato sulla base del bisogno sanitario
prevalente che già conosce l’utente.
|
La U.V.M. si avvale, per la predisposizione
del programma assistenziale personalizzato dei seguenti
strumenti:
- |
Scheda di
valutazione globale della situazione di bisogno
della persona |
- |
Scheda per la predisposizione
del P.A.I. |
- |
Scheda di valutazione dell’applicazione
del P.A.I. e degli impegni assunti dai Destinatari
dei contributi. |
COMPITI DEL RESPONSABILE DEL CASO
Il Responsabile del
Caso si configura quale punto di riferimento principale
per i soggetti indicati all’ art. 2 e per
l’utente. Ad esso sono demandati tutti i compiti
di supporto, monitoraggio e verifica della situazione.
In particolare, con riferimento alla attivazione
e gestione di progetti che prevedano l’erogazione
dell’Assegno di cura e di sostegno.
Egli cura:
| a) |
L’attività
di supporto socio-assistenziale alla famiglia
ed al disabile |
| b) |
La
verifica della sussistenza nel nucleo delle
condizioni idonee ad assicurare la realizzazione
di prestazioni socio-assistenziali nel contesto
abitativo del disabile
|
| c) |
L’elaborazione
di una proposta di progetto personalizzato
da sottoporre alla U.V.M. valutando l’eventuale
disponibilità dei soggetti indicati
all’art. 2 ad assicurare le attività
assistenziali previste nella proposta di programma
assistenziale personalizzato. |
Il Responsabile del Caso inoltre:
| 1. |
Partecipa
alla definizione del Programma personalizzato
in quanto componente di diritto della U.V.M.
Distrettuale
|
| 2. |
Cura
la informazione della famiglia rispetto agli
impegni assunti con la sottoscrizione del
contratto |
| 3. |
Sottoscrive
il contratto
|
| 4. |
Verifica
secondo le modalità ed i tempi definiti
nel contratto, il programma personalizzato
definito |
| 5. |
Verifica,
in termini complessivi, che il disabile sia
adeguatamente assistito, che siano assolte
le sue necessità in rapporto con l’
ambiente esterno e sul piano relazionale,
che siano utilizzati tutti gli ausili ritenuti
opportuni per la gestione delle attività
quotidiane e per la prevenzione ed il mantenimento
delle condizioni di salute del disabile stesso
fornendo inoltre il necessario supporto in
termini di consulenza e indirizzo.
Il Responsabile del Caso opera nel rispetto
delle procedure definite nel presente regolamento.
|
ENTITA’ DEL CONTRIBUTO ECONOMICO
Il Servizio Sociale
monitorizza attraverso report trimestrali l’andamento
della concessione e gestione degli assegni di cura
e di sostegno anche al fine di una oculata gestione
del Budget Distrettuale.
Nella fase della sperimentazione attivata con la
Direttiva regionale 1122/2002, il contributo giornaliero
erogato viene determinato in Euro 15,49.
Qualora il progetto
assistenziale individualizzato predisposto preveda
una situazione di carico assistenziale ridotto,
il contributo giornaliero sarà erogato in
forma ridotta nella misura di 10,33 Euro.
LIMITI DI REDDITO
Come previsto dalla Direttiva Regionale n.1122/2002
l’erogazione di un Assegno di cura e di Sostegno
è subordinata alla verifica della condizione
economica del nucleo famigliare del soggetto beneficiario.
Per l’accesso alla prestazione economica si
fa riferimento al reddito calcolato secondo quanto
indicato all’art. 10.2 lettere a) b) c) della
citata Direttiva Regionale.
Il rifiuto del cittadino alla presentazione della
certificazione dei redditi percepiti comporta l’esclusione
a priori dalla erogazione del beneficio economico
stante l’impossibilità di verificare
la sussistenza del requisito economico di accesso
alla prestazione stessa.
TEMPI DI EROGAZIONE DEL SERVIZIO
La domanda viene esaminata entro quindici giorni
dal momento del ricevimento e viene data tempestiva
comunicazione dell'ammissione o meno al servizio.
AZIENDA USL BOLOGNA
Dott.ssa Chiara
Baldazzi 051.6224258, A. S. Daniela Cenacchi 051.6224266,
fax 051 6224327.
INFORMAZIONI
Per
informazioni e distribuzione della domanda:
| Dove
Rivolgersi |
UFFICIO
SERVIZI SOCIALI |
| Indirizzo |
via
Matteotti, 1 |
| Telefono |
051.655.56.39 |
| Fax |
051.655.55.20 |
| Orario
al pubblico |
Dal
luned́ al sabato dalle 08.45 alle 12.30 |
| E-mail |
cavazza@comune.monghidoro.bo.it |
| Ente/Organizzazione |
COMUNE
DI MONGHIDORO |
| Dirigente
Responsabile |
Gianalberto Cavazza |
| Referente |
Paola
Menetti |